Paese

Dati Generali
Il paese di Ardara
Ardara è un piccolo centro della provincia di Sassari e si trova alle pendici orientali del Montesanto. Nel medioevo era la capitale del Logudoro e residenza dei giudici. Nel XIX sec. Il canonico Giovanni Spano scrisse che le case di Ardara furono costruite prelevando le pietre dalle rovine del castello, in cui dimoravano i giudici. Oggi del castello rimangono solo i ruderi di una torre. Grande importanza ha la chiesa di Santa Maria del Regno, situata a breve distanza dal castello giudicale.
Il territorio di Ardara
Altitudine: 218/479 m
Superficie: 38,07 Kmq
Popolazione: 677
Maschi: 429 - Femmine: 418
Numero di famiglie: 293
Densità di abitanti: 31,83 per Kmq
Farmacia: corso Vittorio Emanuele, 36 - tel. 079 400016
Guardia medica: (Mores) - tel. 079 706270
Carabinieri: via Vittorio Emanuele, 86 - tel. 079 400062

Storia

ARDARA o ARDARI, antica città della Sardegna nella curatorìa o dipartimento di Oppia. Era la capitale del Logudòro, residenza ordinaria dei giudici o regoli che vi avevano il palazzo con un forte castello.

Eravi degno di considerazione una gran chiesa secondo il gusto di quei tempi, che, sebbene decaduta dal primo splendore, ancora conservasi; e in essa il vescovo bisarchiense soleva spesso far dimora. Di questo castello e chiesa dicesi sia stata fondatrice la famosa eroina Georgia, sorella del giudice Comida, la quale, avendo dimostrata la sua prudenza e valore nel condurre l’armata contro il giudice di Gallura, volle poi dimostrare la sua magnificenza con queste sontuose fabbriche.

L’estensione antica di Ardara può riconoscersi dalle vestigie, che all’intorno del meschino villaggio, che oggi resta di sì nobile antica popolazione, appariscono, la cui circonferenza supera il miglio.

Come andò declinando la potenza dei giudici del Logudòro, andò pure venendo meno questa città, e, abolito il giudicato, andò essa rapidamente peggiorando e struggendosi.

Notizie istoriche. L’anno 1135 celebrossi in Ardara un concilio nazionale presieduto da Uberto arcivescovo di Pisa, primate di Sardegna, e legato della sede apostolica, con l’intervento degli arcivescovi, vescovi, e abbati dell’isola per la lite dei cherici di s. Gavino contro l’arcivescovo torritano, che date avea ai monaci cassinesi senza lor consentimento le chiese di San Georgio di Bàrace, e di s. Maria de Gennos.

Nel 1205 celebrossi altro sinodo nella stessa chiesa di s. Maria.

Nel 1335 nella ribellione dei Doria il luogotenente generale del regno riunì molta gente d’arme, e sortito in campo contro quelli assediò Ardara. Si venne nelle vicinanze a battaglia; i Doria furono sconfitti, e fu presa Ardara e Cajola.

Nel 1356 cadde il castello in potere del giudice di Arborèa per vendita fattane da Damiano Doria. Richiedendosi questa possessione dal re d’Aragona, fu patteggiato, che si desse e restasse in potere dell’arcivescovo di Oristano, finchè il papa pronunziasse a chi di dritto spettava. Non essendosi ciò eseguito, restò questa lite gran tempo pendente.

Nell’anno 1478 Artaldo De-Alagone, e Giovanni De-Sena, visconte di Sanlùri, attaccarono il castello e borgo di Ardara, ma respinti con grave perdita, dovettero ritirarsi nel vicino paese di Mores, dove poco dopo furono trovati dalle genti del re, e completamente battuti.

Tradizioni

Feste e Tradizioni
Feste e Sagre ad Ardara
9 Maggio: Nostra Signora del Regno
29 Giugno: San Pietro